Simone Fattori

SUONI NELL'ETERE

Il ritorno del vinile è stato giustamente salutato con ovazioni dagli appassionati. Ma è un ritorno incompleto, perchè limitato agli album. Il sogno di molti è il ritorno anche dei 45 giri, se non altro per proseguire un gioco molto divertente.

Già perchè se un album è un progetto sviluppato su 8 o 10 canzoni, e dunque è abbastanza normale che canzoni storiche possano finire nella seconda facciata, per il 45 giri in genere girare il disco voleva dire ascoltare un riempitivo, una canzone minore, se non addirittura la versione strumentale del lato A. Con diverse, e a volte clamorose eccezioni.

E’ successo spesso nella storia della musica che il lato B di un 45 giri diventasse un successo, facendo dimenticare il titolo principale. Succedeva in genere perchè il singolo lo sceglievano i discografici, e lasciavano molta più libertà all’artista di scegliere il “riempitivo”. Si parte quasi da subito con questi abbagli.

Nel 1956, ad esempio, Elvis Presley pubblica la misconosciuta Don’t be cruel, che però aveva nel retro nientemeno che Hound Dog. Stesso anno stesso Paese, Gene Vincent pubblicava la non memorabile Woman, diventata un classico solo perchè il suo lato B era Be Bop A Lula. 

Oppure: chi di voi  conosce Road House Blues dei Doors? E You Make Me Real? Molti meno, no? Beh, la prima era il lato B della seconda.

E ancora, I Will Survive di Gloria Gaynor: lungimiranti discografici l’avevano relegata a riempitivo del 45 giri Substitute, così come Father And Son di Cat Stevens all’inizio era il retro di Moon Shadow. 

Leggermente meno gravi i casi di We Will Rock You dei Queen, che nel 77 fini nel lato B di We Are The Champions (ubi maior…) e di Your Song di Elton John, che fu distribuita in America come lato B di Take Me to the Pilot. In quel caso furono le radio a scegliere immediatamente il retro, permettendo alla casa discografica di correggere il tiro e di evitare almeno in parte lo storico abbaglio. C’è da dire che salvo eccezioni quasi tutte le case discografiche corressero, presto o tardi, l’errore nelle ristampe, tanto che trovare uno di questi dischi “sbagliati” oggi equivale a trovare un piccolo tesoro.

Per chiudere la panoramica sulla musica internazionale, merita la menzione qualche 45 giri dei Beatles, anche se in questo caso non si può parlare tanto di errori di valutazione, quanto di eccesso di creatività. Del resto, solo a loro poteva capitare di avere talmente tanti capolavori per le mani da inserirli nello stesso 45 giri. Qualche esempio: Yellow Subamrine/Eleanor Rigby nel 1966, Strawberry fields forever/Penny Lane nel 1967 e Come Together/Something nel 1969.

Di casi simili è piena anche la musica italiana. Se ci può stare che Adriano Celentano abbia relegato al lato B del 45 giri di Azzurro un altro suo grande classico come Una carezza in un pugno, molto più clamoroso che nel 1964 l’etichetta Karim pubblicasse Valzer per un amore (oltretutto mettendo sull’etichetta un sanguinoso apostrofo tra un e amore!) di Fabrizio De Andrè e sbattendo al lato B Canzone di Marinella. Mina la noterà lo stesso e la trasformerà in una canzone immortale. Quattro anni dopo toccò ai Pooh sottovalutare Piccola Katy, mettendola al lato b del 45 giri In silenzio.

Nel 1976 Angelo Branduardi pubblicherà il singolo Il dono del cervo, non certo celebre come il suo lato B, Alla fiera dell’Est.

Discorso analogo a quello fatto per i Beatles si può fare in Italia per Lucio Battisti. Basta ammirare queste mitiche coppie di canzoni, che prendevano posto nei due lati di vendutissimi singoli: Fiori rosa fiori di pesco/Il tempo di morire, Acqua azzurra, acqua chiara / Dieci ragazze e  Emozioni / Anna (tutti nel 1970!) e Una giornata uggiosa/Con il nastro rosa nel 1980. E’ successo anche a Claudio Baglioni: nel 1975 la sua famosa Poster uscì quale lato b nel 45 giri dell’altrettanto celebre Sabato pomeriggio.

 

 

Foto di Miguel Á. Padriñán da Pexels

 

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