Simone Fattori

SUONI NELL'ETERE

Questa è una storia di fantasmi. Reali – per quanto possano essere reali i fantasmi – e interiori, che spesso sono più reali di quelli reali. Ma è anche la storia di un disco che questi fantasmi, entrambi i tipi, hanno contribuito a far nascere.

Siamo al 2451 Laurel Canyon Blvd, Los Angeles, ed è il 1991. Anthony Kiedis non si fa più da 3 anni, ed è rinchiuso in questo cottage dei primi del secolo, distrutto da un incendio e ricostruito identico negli anni ‘50. Quel posto lo conoscono tutti come The Mansion. É di Rick Rubin, un produttore discografico che negli ultimi anni ha lavorato al successo di numerosi album di hip hop. Quel cottage è uno studio di registrazione ma ha anche 4 camere indipendenti, così spesso gli artisti ci vivono per il tempo necessario per registrare un disco. In passato lo ha fatto anche Jimi Hendrix. Anche Anthony e la sua band, i Red Hot Chili Peppers, resteranno lì per un mese. Non tutti: il batterista Chad Smith preferirá tornare a casa alla fine di ogni sessione. Per paura dei fantasmi, dice. Anche John, che di cognome fa Frusciante ed è il giovane nuovo chitarrista della band dice di averli incontrati, ma lui è riuscito ad instaurare con loro un rapporto amichevole. Magari è anche merito di questi nuovi amici, se in quel disco suonerà da dio.

Si dice che si tratti dello spirito di un ragazzo volato dal balcone negli anni ‘20, spinto dal suo amante. Addirittura potrebbe essere il fantasma del mago Houdini, che nella villa avrebbe vissuto facendo le prove dei suoi numeri nella piscina. Sta di fatto che uno dei modi con i quali questi spiriti si manifestano è sotto forma di piccole sfere luminose che fluttuano nell’aria. I RHCP riusciranno anche a fotografarne una e la metteranno, naturalmente, sulla copertina del disco.

Anthony Kiedis é troppo impegnato a combattere i suoi di fantasmi, per accorgersi dei fenomeni paranormali che rallentano la registrazione del disco.

Lui si sente emarginato dalla band, perché è l’unico che ha chiuso con le droghe. Ma ripensa anche alla sua vita da tossico, ai rischi corsi e a tutte le cose belle della sua vita che ha lasciato andare per rincorrere le sempre crescenti dosi quotidiane. Ripensa a quando incontrava le gang di messicani che gestivano lo spaccio, presentandosi ad appuntamenti sotto un ponte fingendosi fratello del suo pusher di fiducia. Pensa soprattutto all’amore perduto, Ione Skye Leitch, e per lei scrive una poesia, per raccontarle quelle vicende che lo hanno allontanato da lei. La scrive e la chiude in un cassetto della sua stanza. È una cosa sua, non c’entra niente con i testi delle nuove canzoni. 

 

 

Eppure, per caso o per intercessione degli spiriti, quella poesia finisce tra gli appunti delle canzoni. Lui cerca di riprendersela, è una cosa intima, non è nemmeno nello stile della band. Troppo tardi. Gli altri se ne sono già innamorati, Frusciante ha già buttato giù un riff di chitarra che calza a pennello. È appena nata Under the Bridge, che sarà una delle canzoni più famose del loro album di maggior successo, Blood Sugar Sex Magik.

Successivamente anche Corey Taylor , cantante degli Slipknot, e Daron Malakian, chitarrista dei System of a Down, hanno raccontato le loro esperienze paranormali durante le registrazioni dei loro album al al 2451 Laurel Canyon Blvd. Certo, tutti soggetto sulla stabilità psichica e lo stato di alterazione psicotropa dei quali nessuno metterebbe la mano sul fuoco, ma la leggenda dei fantasmi di The Mansion continua. 

 

 

 

 

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