Simone Fattori

SUONI NELL'ETERE

C’è stato un tempo in cui uscire con in tasca la nostra musica preferita ci sembrava una grande conquista. Giravamo con le nostre cuffie e un suono nelle orecchie che diventava il nostro personale videoclip aggiungendoci le immagini che catturavano gli occhi. Anche il ritmo dei nostri passi prendeva il tempo della canzone che stavamo ascoltando. “Che novità…” diranno soprattutto i più giovani tra di voi. Oggi è talmente facile che ormai lo fanno in pochi. Hai la possibilità di andartene in giro (almeno finché si è potuto fare) con in tasca tutta la musica incisa nel mondo in ogni tempo. Ma avere tutto talvolta equivale a non avere niente.

Nel tempo di cui parlo io potevi portarti dietro, appesa alla cintura, tutta la musica che riusciva ad entrare in una musicassetta, in genere una c60 (dove 60 stava per i minuti della sua durata, 30 per ogni facciata), perché già una c90, alla lunga, rischiava di rovinare il motorino del walkman. 

Già, il Walkman.

Il primo luglio 1979 in Giappone entrò in commercio un nuovo prodotto della Sony, il TPS-L2. Era una scatoletta poco più grande di una musicassetta (infatti la contiene), di colore blu-argento collegata ad un paio di cuffie molto piccole. 

Quasi un anno dopo la novità approdò nel Regno Unito con il nome di Sony Stowaway, mentre negli Stati Uniti fu battezzato Sony Soundabout. In breve tempo però, in tutto il mondo, divenne il Walkman. Il primo modello era l’evoluzione di un registratore professionale, costava circa 200 dollari ed era utilizzato prevalentemente per la registrazione su cassetta. Solo a metà degli anni ottanta la Sony lanciò sul mercato un modello di Walkman pensato solo per l’ascolto della musica in mobilità, eliminando l’inutile e voluminosa possibilità di registrare, implementando il suono stereo, introducendo su alcuni modelli anche la possibilità di ascoltare la radio e soprattutto, abbassando notevolmente il prezzo di vendita. 

La rivoluzione era compiuta: la possibilità di ascoltare la propria musica preferita ovunque, e senza disturbare gli altri. In alcuni modelli era possibile inserire addirittura due paia di cuffiette, per ascoltare in contemporanea la stessa musica. Oggi si direbbe condividere.

Il walkman divenne un simbolo degli anni ’80, un nuovo modo di fruire della musica e un vero e proprio oggetto di culto che estese la sua popolarità fino a buona parte degli anni ’90.

Alle soglie del nuovo millennio fu spodestato per un breve periodo dai lettori CD portatili, prima dell’avvento dei lettori MP3. Ha comunque il merito storico di essere il capostipite di tutti i dispositivi portatili personali per l’ascolto della musica, ed è stato presente nella vita delle persone ben oltre il momento in cui la sua tecnologia fu considerata superata: la Sony, infatti, ne annuncerà la cessazione della produzione solo il 22 ottobre 2010.

 

 

Foto di Vova Krasilnikov da Pexels

 

 

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