Simone Fattori

SUONI NELL'ETERE

 

Ai nuovisti a tutti i costi può sembrare strano, ma uno dei mezzi di comunicazione che meglio, tra mille difficoltà, sta affrontando la quarantena nazionale è la radio. Per chi è costretto in casa da solo, il tappeto sonoro della propria radio preferita può essere fondamentale, per avere notizie tempestive, svagarsi e sentirsi meno isolato dal mondo.

Molte emittenti stanno rivoluzionando la programmazione e soprattutto il modo di trasmettere. Diversi conduttori si sono attrezzati per trasmettere da casa, perché la radio è così da cento anni: pochi effetti speciali, massicce dosi di fantasia e tanto cuore.

Oltretutto il mondo della radiofonia è storicamente più abituato a fare gruppo, e dunque non stupisce che pur dovendo affrontare enormi difficoltà per le trasmissioni, le radio abbiano trovato il tempo, in queste ore sospese, di organizzare iniziative comuni. Così venerdì 20 marzo, alla stessa ora (le 11 del mattino), tutte le radio italiane trametteranno contemporaneamente la stessa cosa. 

Non è proprio un inedito per la radiofonia italiana: a memoria ricordo il giorno in cui, alla stessa ora, tutte le radio italiane trasmisero alla stessa ora una canzone di Mia Martini, all’indomani della sua tragica scomparsa.

Stavolta tutte le radio trasmetteranno prima l’Inno di Mameli e subito dopo 3 canzoni del patrimonio musicale italiano. L’hanno chiamata “La radio per l’Italia“, e hanno aderito praticamente tutti: Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Rai Isoradio, M2O, R101, Radio 105, Radio 24, Radio Capital, Radio Deejay, Radio Freccia, Radio Italia Solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss, Radio Maria, Radio Monte Carlo, Radio Radicale, Radio Zeta, RDS, RTL 102.5, Virgin Radio. A queste si aggiungono le radio regionali e locali aderenti alle principali associazioni di categoria, Aeranti-Corallo e FRT.

E’ vero, la retorica abbonda, ma è comunque un modo per riaffermare la propria presenza nella vita degli italiani e per trasmettere un senso di unità che per il mondo della radio non è certo inconsueto. Un’occasione per sottolineare una volta di più la centralità e la vivacità di un mezzo spesso sottovalutato e bistrattato, ma che per oltre la metà degli italiani – tanti sono gli ascoltatori abituali – è una compagna fedele e discreta di tutte le giornate, quelle ordinarie, quelle straordinarie e quelle assurde che stiamo vivendo.

Un pensiero su “One Nation, in Every Station

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